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Il reato di diffamazione

Aggiornamento: 10 mag


Indice:



diffamazione a mezzo stampa

Cosa prevede la norma ?

Art. 595 c.p. :

1.Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.

2. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro.

Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.

3.Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.


Bene giuridico tutelato

Quanto previsto dall'art. 595 è posta a tutela della reputazione del soggetto passivo.

La nozione di “reputazione” è stata variamente definita in sede interpretativa. Secondo un primo orientamento per essa deve intendersi l'“onore in senso oggettivo”, cioè la valutazione dei consociati rispetto alla personalità morale e sociale dell'individuo.


Quando si configura il reato?

Perché il reato si configuri sono richiesti i seguenti elementi:


a ) Assenza dell'offeso. Richiamato come elemento differenziatore rispetto al delitto di ingiuria;

b ) Comunicazione con più persone. L'addebito deve essere comunicato ad almeno due persone;

c)  Offesa all'altrui reputazione. E’ necessario che le parole utilizzate siano attributive di qualità sfavorevoli alla persona offesa.


Quando si consuma il reato ?

Il reato è istantaneo e si consuma con la comunicazione dell'offesa a più persone


Nel caso di diffamazione a mezzo stampa, il momento consumativo, anche ai fini dell'individuazione della competenza per territorio, viene fatto coincidere con il luogo di stampa.


Soggetti

È un reato comune, che può essere commesso da chiunque.


Il soggetto destinatario dell'offesa deve essere determinato, o comunque chiaramente individuabile; non è necessaria l'indicazione nominativa.


L’individuazione del destinatario dell’offesa deve essere deducibile, in termini di affidabile certezza, dalla stessa prospettazione dell’offesa, sulla base di un criterio oggettivo; non è consentito il ricorso ad intuizioni o a congetture soggettive di persone che ritengano di poter essere destinatarie dell’offesa


Elemento psicologico

Il dolo del reato è generico, esso consiste nella consapevolezza di pronunciare o di scrivere una frase lesiva dell'altrui reputazione, ma anche nella volontà che la frase denigratoria venga a conoscenza di più persone 


Anche il dolo eventuale è compatibile con il delitto di cui all'art. 595, nei termini dell'accettazione del rischio di offesa. 


Cause di giustificazione: esercizio del diritto di cronaca e di critica

L'esercizio del diritto di cronaca e di critica, quali espressione della libertà di manifestazione del pensiero — diritto costituzionalmente garantito ex art. 21 Cost. rientrano nell'ambito della causa di giustificazione di cui all'art. 51.

La prassi giurisprudenziale ha individuato i criteri di bilanciamento tra il diritto di cronaca e le esigenze di tutela dell'onore, enucleando (con riguardo al diritto di cronaca) i seguenti limiti:


1)   LA VERITÀ DEL FATTO:   sarebbe scriminata anche la verosimiglianza, ricorrente nei casi in cui il giornalista abbia riportato quanto appreso da fonte da lui ritenuta attendibile.Quanto ai casi di verità putativa, ad essa viene riconosciuta natura esimente dalla prevalente giurisprudenza nei casi in cui il giornalista abbia effettuato tutte le verifiche ed i controlli di attendibilità

 

2)   LA PERTINENZA: Per pertinenza si intende l'interesse pubblico alla conoscenza dei fatti (la cui divulgazione è essenziale alla formazione della pubblica opinione).

L'interesse pubblico è stato distinto in sede interpretativa tra interesse “immediato”, che connota fatti di intrinseca rilevanza pubblica e “mediato”, quando i fatti, benché concernenti la vita personale dei soggetti narrati, presentino attinenza con un interesse pubblico (abitudini private di uomini politici). Esulano da una qualificazione in termini di pertinenza le vicende private la cui divulgazione mira a suscitare pettegolezzi.

 

3)   LA CONTINENZA

La correttezza formale nell'esposizione delle notizie 

 

La critica, da intendersi quale espressione di un giudizio, come presa di posizione motivata su fatti e accadimenti dei diversi settori della vita sociale, soggiace anch'essa ai limiti descritti a proposito del diritto di cronaca, da interpretare tuttavia in maniera più elastica in ragione alla sua diversa natura, soprattutto quanto ai requisiti della continenza e della pertinenza.

 






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